
A Parma non si gioca e recupereremo mercoledi’ 10 Febbraio.
Questo è il risultato dell’Inter, per fare 0 punti ci si poteva mettere solo la neve.
Intanto guardiamo le altre e finalmente pareggiamo con il Milan il conto delle partite giocate, ora gli 8 punti di differenza sono reali, senza asterischi di sorta.
Giornata strana in cui ancora una volta si evidenzia il fatto che ci trattano da quelli che si lamentano ed effettivamente ancora una volta si rimane esterrefatti per quanto succede sui campi.
Quello che non va giù all’Interista è il perchè De Laurentis puo’ lamentarsi per il nulla in maniera anche pesante e noi non possiamo lamentarci per un arbitraggio indegno e di parte di Rocchi?
Perchè Sissioko puo’ fanculizzare l’arbitro davanti al muso senza essere ammonito e Sneijder non puo’ fare un applauso al 26° del primo tempo del derby che decide la stagione senza prima essere ammonito?
Perchè quando a Malesani intervistato fanno presente che il gol di Okaka era forse in fuorigioco, Malesani dice che non vuol parlare dell’episodio per non prendere alibi, mentre tira fuori a 20 giorni di distanza una punizione (a detta di molti moviolisti giusta) data all’Inter contro il Siena?
Perchè la Juve puo’ battere un rigore assegnato alla vecchia maniera e Del Piero puo’ presentarsi ai microfoni parlando di contatto anzichè ammettere di essersi scivolato?
Perchè si indigna Galliani della nostra reazione e non di come è stata condotta la partita più importante del nostro campionato essendo lui rappresentante del calcio italiano prima ancora che del Milan?
Quanti deferimenti avremmo questa settimana? Zero , come i tituli, anzi forse inventeranno una multa a Balotelli.
Derby rewind

Nei giorni precedenti il derby si è assistito ad uno spettacolo indecente proposto dai soliti gazzettieri, nel senso di pennivendoli, che sfruttando la visibilità data dal foglio per cui scrivono si sono sfogati nel modo più consono alle loro scarse qualità (giornali sportivi ma anche il Corrierone). A parte il problema, per loro insuperabile, della sintassi il cui nome li confonde da sempre come si trattasse del cognome di un giocatore straniero in vendita e la perenne lotta con i logori setteaggettivisette del loro consunto repertorio (per l’ottavo si potrebbe rimediare con un corso serale di sostegno) non si capisce:
1°) perché abbiano irriso ai comunicati della nostra società e del Presidente Moratti circa lo scandaloso comportamento tenuto dalla Lega in merito ai cambiamenti delle date di recuperi e partite di Coppa Italia imputandoci leggerezze e disattenzioni; ma come? Noi dovremmo fare attenzione alle furbate patteggiate in grande discrezione dal ben noto Gran Furbone rossonero? Ma la Lega è il luogo deputato delle furbate? Allora non è il posto adatto per Massimo Moratti e non lo fu neppure per l’indimenticabile Giacinto Facchetti;
2°) perché si sono affrettati a cantare le litanie dei morti con percorsi funebri mettendo addirittura in cineteca tipo cinegiornale Luce ( quello in bianco e nero) il risultato del nostro assordante derby del 29 agosto 2009, quello in cui noi avevamo l’obbligo di essere in forma mentre i cugini, poverini, aspettavano che Huntelaar, alloggiato al Westin Palace, imparasse l’italiano con l’insegnate di lingua (visto con i miei occhi).
Già , mi chiedo perché? Perché? Mi son tornate in mente le famose “fette di salame” del Sergio Cusani per pennivendoli d’occasione (in questo caso le fette di salame s’immagina siano al colore rosso e nero). Che spettacolo di mediocre parzialità! Che livore represso! Che piattezza intellettuale! Che pessima prostituzione (simile a quella dei viali periferici con gli pneumatici infuocati a tener caldo).
Ma i ragazzi sapevano tutto e hanno artigliato il verde nuovo di San Siro con una prestazione che rimarrà negli annali del calcio al paragrafo come vincere il Derby in inferiorità, ovvero 10 contro 12. Già perché il 12° era rappresentato dall’esimio commerciante fiorentino che si diletta ad arbitrare a livello professionistico, raccomandato di ferro da una vita dalla sua sezione, mai sconfessato nella sua costante mediocrità anzi portato al massimo della sua incompetenza in quanto anche internazionale, che ha fatto del suo meglio per evitare la disfatta ai rossoneri: almeno il famoso gol della bandiera con un rigore fischiato del tipo “adesso vi faccio vedere che anche all’87° riesco a superarmi, per la gioia dei miei superiori e di chi mi ha scelto per arbitrare finalmente la partitona di Milano!”.
Ma i ragazzi sapevano tutto e anche Julio sapeva tutto e artigliando il verde nuovo di San Siro ha impedito all’aereo, leggiadro, (quasi invisibile), tuttodenticolgatecongardol compagno di nazionale verdeoro di esultare per un gol ingiusto (come si diceva all’oratorio: San Giovanni non fa inganni!).
Adesso aspettiamo di leggere i pennivendoli che si arrampicheranno sui vetri scivolosi di un’ Inter tutta forza e muscoli e di un Milan tutto ricami di buon gioco che alla lunga avrà il sopravvento. Va bene così. Portiamoci a casa questa vagonata di felice entusiasmo nerazzurro che non guasta e che ripaga i ragazzi di tanti giorni di allenamento! Nel frattempo godiamoci felici anche questo tempo quello cioè che permette a Leonardo, nuova stella del firmamento rossonero, la prosecuzione del progetto “Pace e Amore”.
Abbracci profondamente nerazzurri con Peppino Prisco che veglia dal Cielo (chiaramente nerazzurro!)
L’ultima maschera
Venghino siori venghino!
Il limite della vergogna è stato finalmente superato, l’ultima maschera è finalmente caduta: l’AC Milan dispone a proprio piacimento dei calendari delle competizioni ufficiali nazionali, l’AC Milan scrive e risponde in nome e per conto della Lega Calcio. Nessuna maschera, nessuna vergogna: la Lega è casa nostra e ci facciamo un po’ quel che ci pare.
I fatti – I fatti ci parlano di un calendario stravolto. Milan-Udinese, quarti di Coppa Italia, era in programma per il 20 gennaio. Poi il 24 il derby di campionato, il 27 Fiorentina-Milan (recupero della diciassettesima giornata) e il 28 Inter-Juventus, quarti di Coppa Italia. A seguito della richiesta del Milan di rinviare la sfida dell’Udinese, invece, si giocherà prima il derby (confermato, bontà loro, al 24), poi il 27 Milan-Udinese, il 28 Inter-Juventus e il 24 febbraio Fiorentina-Milan.
Belgrado
Le motivazioni - Già, le motivazioni. Qui siamo alla parte comica: motivazioni non ce ne sono. Le motivazioni sono che il Milan non voleva arrivare stanco (?) al derby. Perchè evidentemente avendo una rosa inadeguata non è in grado di giocare due partite in cinque giorni. Il Milan non può arrivare stanco al derby, il Milan non ha una rosa adatta a sostenere tre competizioni, il Milan ha sbagliato la preparazione: spostiamo le partite. Le motivazioni sono che il Milan non vuole giocare contro l’Udinese. Le motivazioni sono che al Milan non sta bene la data del 20 gennaio. Le motivazioni, per quel che ne sappiamo, sono che il 20 gennaio Galliani ha la cresima del figlio, o ha un torneo alla playstation, o vuole solo andare a letto presto. Motivazioni insulse o addirittura inesistenti, sicuramente non tali da giustificare uno stravolgimento ad hoc del calendario.
Ma le motivazioni, evidentemente, stanno nel considerare la Lega Calcio come una sede distaccata di via Turati. Il Milan chiede, la Lega risponde. Galliani ordina, Beretta esegue. Senza giustificazione alcuna.
Le conseguenze - E se prima eravamo nel comico, adesso scadiamo nel tragico.
Conseguenza numero uno: lo stadio Giuseppe Meazza di Milano ospiterà due partite, Milan-Udinese e Inter-Juventus, nel giro di 24 ore: cosa mai successa prima nella storia del calcio professionistico italiano. Due partite in 24 ore distruggerebbero qualsiasi manto erboso. A questo aggiungiamo che il manto erboso in questione è quello del Meazza, notoriamente non un gioiello da questo punto di vista. E aggiungiamo anche che il “trauma” per il campo si verifica alla fine di gennaio, periodo nel quale le temperature e le condizioni climatiche non aiutano certo il recupero del campo.
Marsiglia
Conseguenza numero due: ad una specifica richiesta dell’Inter alla Lega Calcio, portata attraverso le parole dell’ad Paolillo, arriva una risposta attraverso un comunicato ufficiale…dell’AC Milan! Un comunicato semplicemente scandaloso per forma e sostanza. Per forma: perchè la richiesta -ufficiale- di Paolillo era rivolta alla Lega Calcio. A che titolo risponde l’AC Milan? Con quale autorità? Con quale capacità decisionale? Con quale riconoscimento di “controparte” per la questione in gioco? Per sostanza: perchè il contenuto del comunicato è inaccettabile. Vergognosamente ironico in alcune sue parti, scandalosamente arrogante in altre. Propongono il sorteggio, loro. Fanno anche la parte di quelli aperti ad ogni soluzione e di quelli che si prodigano per trovare un accordo. Prima giocano sporco, sistemando le cose come meglio gli aggrada -e, ripeto, senza motivazione alcuna-…e poi pretendono che gli sia detto anche grazie, magari, perchè loro “sono disposti al sorteggio”. L’arroganza smascherata. L’ultimo velo di Vergogna che cade, mostrando al mondo ciò che nascondeva. Noi abbiamo deciso così: adeguatevi.
L’AC Milan ha disposto per tre volte il rinvio della partita di campionato Fiorentina-Milan. L’AC Milan ha disposto il rinvio immotivato di Milan-Udinese. E chissà cos’altro ancora. E tutto questo non attraverso “oscure manovre di Palazzo”, ma attraverso comunicati ufficiali. L’AC Milan risponde di queste decisioni in nome e per conto della Lega Calcio che, in tutto questo, resta colpevolmente e assurdamente in silenzio, rispettando scelte, decisioni e risposte messe in atto dall’AC Milan.
Tutto il resto
Conseguenza numero tre: la creazione di un precedente pericolosissimo. Perchè quello che sta succedendo in questi giorni può significare solo due cose: o l’AC Milan può disporre a piacimento dei calendari e aggiustarseli come meglio crede in funzione di carichi di preparazione, lista infortunati o altre contingenze -cosa evidentemente inaccettabile in una Lega di (presunti) professionisti- oppure, in alternativa, da oggi qualsiasi squadra ha il diritto di chiedere il rinvio immotivato di una partita. E di ottenerlo: neanche compatibilmente con i calendari, ma indipendentemente da essi. Sì, perchè i calendari non erano affatto compatibili con questa decisione: sono stati forzati, sono stati deformati, sono stati adattati. Sono stati portati al punto da far giocare due partite nello stesso stadio a 24 ore di distanza. Sono stati portati al punto da “regalare” un turno infrasettimanale a due squadre impegnate in quei giorni in Champions League: il che suona quantomeno bizzarro, in un periodo nel quale si parla di prendere provvedimenti (l’anticipo al venerdì) per facilitare il cammino delle italiane in Europa.
Ebbene, l’AC Milan può tutto questo. Da oggi tutta l’Italia e tutto il mondo sanno che se Adriano Galliani vuole bere una tazza di the con gli amici, le partite del campionato si adattano di conseguenza. Da oggi tutta l’Italia e tutto il mondo sanno chi è che prende le decisioni in nome e per conto della Lega Calcio. Da oggi tutta l’Italia e tutto il mondo sanno che se vogliono rivolgere una domanda alla Lega Calcio italiana, devono sentirsi rispondere dall’AC Milan. Rappresentante ufficiale e tutore legale di una istituzione mai caduta così in basso.


"Dalla prossima gara, su richiesta di Galliani, al Milan si assegneranno 4 punti per la vittoria e 2 per il pareggio. Non è necessario informare le altre squadre perchè per loro i punteggi resteranno invariati"


















