
Sulle carte di navigazione verso il terzo posto lo scoglio Lecce non era segnalato. E nessuno sapeva che ci fosse perchè fino ad oggi a via del Mare i padroni di casa non avevano mai vinto.
Inevitabile lo speronamento, la falla apertasi durante il primo tempo nello scafo della Concordia nerazzurra maestosamente reduce da sette vittorie consecutive in campionato, l’acqua che ha invaso prima la sala motori difensiva e poi tutta l’imbarcazione, facendola pericolosamente inclinare e poi naufragare.
Non è morto nessuno: solo la Lazio ha approfittato del nostro passo falso espugnando un Chievo in caduta libera, mentre il Napoli è finoto ko a Genova e la Roma si è fatta imporre lo stop casalingo dal Bologna. L’Udinese ieri sera era rimasta ibernata a Torino contro una Juventus lanciata verso la volata scudetto di questo girone di ritorno.
Potevamo essere stasera alla pari dei friulani, siamo tornati al quinto posto subendo il controsorpasso biancoceleste. Una piccola delusione che non pregiudica la conquista della zona Champions: nessuno si era illuso che fosse un traguardo scontato perchè ben conosciamo i limiti atletici e di concentrazione di questo gruppo non appena si torna in campo ogni tre giorni.
Ranieri al San Paolo se la era giustamente giocata con i migliori, non ha potuto fare un ampio turnover e dopo i primi 45 minuti in cui il risultato è stato completamente bugiardo (5 occasioni nitidissime per passare ), i suoi nella ripresa sono calati drammaticamente, sbattendo contro un impeccabile Benassi e frenati dai fischi del guardalinee che ci ha annullato due gol.
Cosmi compie l’impresa in piena emergenza, con un nuovo acquisto Miglionico appena sbarcato a Lecce subito nella mischia, e facendo bottino pieno grazie alla velocità in contropiede di Muriel, Cuadrado e Di Michele. Samuel e Lucio, poco e male protetti dai 3 di centrocampo nel ritrovato rombo, sono spesso andati in apnea e son stati infilati da capitan Giacomazzi con una bella girata in area.
Il mister ci ha messo del suo: Sneijder aveva ben interpretato il ruolo di trequartista suggeritore, il cambio con Alvarez e il ritorno al 442 ha fatto saltare i meccanismi. L’argentino non ha inciso, anzi ha sbagliato praticamente ogni pallone, così come Maicon non ha azzeccato neppure un cross.
Milito e Pazzini non hanno avuto rifornimenti, pur continuando a lottare e approfittando di ogni pertugio per impensierire Benassi. Deleterio ancora una volta Zarate nel disperato 424, confinato all’ala in queste situazioni in cui la palla scotta, viene messa a nudo la sua inadeguatezza.
Sottolineare come Coutinho e Castaignos, prossimi al prestito, avrebbero forse potuto fare meglio, non serve a nulla.
Serve piuttosto un esame di coscienza di Massimo Moratti, eternamente in bilico tra la cessione di Thiago Motta e la conferma rinunciando ai milioni del Psg. A 2 giorni dalla fine del mercato in entrata non è stato fatto nulla, vanificando in parte l’entusiasmo della rimonta e calando una mannaia in testa a Ranieri, l’unico che pagherà se non arriveremo terzi.
Ogni tanto anche lui ci metta la faccia e spieghi come intende gestire l’Inter da qui ai prossimi anni. Assistere all’entusiasmo juventino nel nuovo stadio e ai loro acquisti, così come a quelli delle altre concorrenti, non è simpatico per noi tifosi.
Lui non era al nostro servizio? Lo dimostri.
SIMONE NICOLETTI















